L’operatività della Nature Restoration Law

La legge sul ripristino della natura (NRL), adottata dal Parlamento europeo nel febbraio 2024 e dal Consiglio dell’UE nel giugno 2024, due anni dopo la pubblicazione della proposta da parte della Commissione europea, è l’atto legislativo più significativo in materia di natura nell’UE dall’adozione della Direttiva Habitat nel 1992. Ha un enorme potenziale per riportare in Europa parte della natura perduta, per proteggerci da eventi meteorologici estremi e per affrontare l’intreccio tra biodiversità e crisi climatica. La legge (essendo un Regolamento) stabilisce obiettivi giuridicamente vincolanti per gli Stati membri, che devono ripristinare il 20% delle aree terrestri e il 20% dei mari entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050. Include obiettivi specifici per gli ecosistemi terrestri, costieri e d’acqua dolce, marini, urbani, agricoli e forestali, nonché per le popolazioni di impollinatori.
La legge sul ripristino della natura è uno strumento potente che può migliorare significativamente lo stato degli ecosistemi degradati in Europa. Ha ricevuto un forte sostegno da parte di scienziati, organizzazioni della società civile, imprese, attivisti e altri. Tuttavia, il successo e l’impatto trasformativo della legge dipendono dalla sua effettiva attuazione da parte degli Stati membri. La legge richiede che gli Stati membri sviluppino e adottino Piani nazionali di ripristino (PNR) che descrivano dettagliatamente come raggiungere gli obiettivi e gli obblighi della legge. La legge prevede, inoltre, il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, comprese le organizzazioni della società civile, nel processo di pianificazione, per garantire che possano fornire contributi pertinenti.
La redazione di PNR coerenti e ambiziosi è fondamentale per attuare con successo la legge sul ripristino della natura. Due gli elementi importanti di riferimento per muoversi efficacemente nell’attuazione della NRL:
• Il rapporto “Nature Restoration Law. Raccomandazioni per la redazione di ambiziosi piani nazionali di ripristino della natura” è stato redatto dall’ Institute for European Environmental Policy , tradotto in italiano da Lipu, Legambiente, ProNatura, WWF, fornisce spunti e indicazioni per orientarsi tra i requisiti legali della legge, concentrandosi sulla preparazione, la stesura e la finalizzazione dei PNR. Per le fasi da 1 a 3, il rapporto delinea gli elementi principali che gli Stati membri devono includere nei loro piani, insieme a raccomandazioni su come attuare questi requisiti nel modo più efficiente. Le spiegazioni dettagliate fornite nel rapporto saranno utili alle organizzazioni della società civile, alle autorità degli Stati membri e a tutti gli attori coinvolti nel processo.
• E la Conferenza organizzata dalla Lipu e dal WWF dell’8maggio 2025: “Un piano per il ripristino della natura” per fare il punto della situazione italiana del Regolamento sul ripristino della natura, la Nature Restoration Law, con la presenza di importanti relatori in rappresentanza delle istituzioni europee e italiane, che hanno confermato la fase di operatività in cui è entrato il Regolamento.
Marco Cipriani, della Conservazione natura della Commissione europea, ha spiegato la genesi della legge – con la crisi della biodiversità in atto e il peggioramento dello stato di habitat e specie – il lungo percorso di approvazione della stessa e la battaglia politica che ha rischiato di impedirne il varo. Cipriani ha spiegato la definizione di ripristino offerta dal regolamento e le tappe che ci condurranno al 2026, anno di consegna dei Piani nazionali alla Commissione europea.
Laura Pettiti, della Direzione Generale Tutela della biodiversità e del mare del Ministero Ambiente, ha sottolineato la grande opportunità di salto culturale che offre il regolamento. Un evento per il quale il Ministero ha predisposto un coordinamento tecnico sia al proprio interno che con i principali attori istituzionali coinvolti, come Ispra e ministero dell’Agricoltura. Pettiti ha descritto la struttura generale del format del Piano di ripristino e alcuni esempi di buone pratiche di ripristino, e ha inoltre ricordato che è stato approvato dalla Camera un decreto legislativo, attualmente in discussione al Senato, per ripartire le competenze e favorire il dialogo e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. Infine, ha annunciato l’istituzione di un Tavolo di coordinamento con la creazione di gruppi di lavoro tematici cui si riferirà l’Ispra per la redazione del piano. In particolare, si è sottolineata l’importanza di colmare le lacune di conoscenza coinvolgendo la società scientifica, nonché tutti gli stakeholder, in tutte le fasi di stesura del Piano, nonché della sua implementazione. Le altre due componenti fondamentali perché il PNR sia efficiente ed efficace sono la coerenza delle politiche, nonché la messa a disposizione di fondi sia pubblici che privati.
Il rapporto sottolinea infatti l’importanza della coerenza delle politiche. Il ripristino della natura richiede un approccio olistico per compiere progressi significativi nell’ambito delle varie politiche ambientali dell’UE, tra cui la mitigazione dei cambiamenti climatici, la qualità dell’acqua e dell’aria e altro ancora. L’attuazione del PNR contribuirà a raggiungere gli obiettivi ambientali di queste politiche e ad accelerarne l’attuazione. I PNR saranno fondamentali per indirizzare le risorse e le capacità a sostegno di altri processi politici e rafforzeranno i sistemi di monitoraggio e rendicontazione. Tuttavia, alcune politiche, soprattutto la Direttiva sulle Energie Rinnovabili, la Politica Agricola Comune e la Politica Comune della Pesca, potrebbero rivelarsi antagoniste con gli obiettivi della NRL se attuate frettolosamente o interpretate in modo inappropriato, senza considerare attentamente come potrebbero essere sviluppate congiuntamente per sfruttare le sinergie.
Infine, le raccomandazioni contenute nel rapporto mirano a facilitare un’attuazione efficiente ed efficace, sottolineando l’importanza di una preparazione tempestiva, del coinvolgimento delle parti interessate e della coerenza delle politiche. Aderendo a queste linee guida e facendo leva sull’esperienza della società civile, gli Stati membri possono creare PNR solidi che non solo soddisfino i requisiti di legge, ma guidino anche gli sforzi di ripristino della natura in tutta l’UE.