Resilienza e adattamento

EDITORIALE

Non è certo facile in poche righe delineare quello che ha rappresentato la Rivista per l’Associazione Analisti Ambientali, anche alla luce delle diverse e innovative istanze affrontate, che l’Associazione ha cercato di approfondire scientificamente, ma sempre con una attenta connotazione divulgativa anche se rivolta ad una fascia di lettori molto specializzata.

Tematiche ascrivibili ai numerosi temi ambientali, che in questi anni hanno largamente proliferato, e sempre trovato spazio nella rivista con accostamenti e approfondimenti mai banali, e con un rigore scientifico attagliato alla politica redazionale condivisa da tutti i Comitati.

Da queste righe sono uscite, almeno questo speriamo, spunti di riflessione innovativi che hanno animato il dibattito italiano sulla difesa continua dell’ambiente, in un contesto che molto spesso era nei fatti indifferente ai problemi sempre più pressanti che le diverse matrici ambientali dovevano sopportare. Ma scorrendo gli argomenti del passato e del recente passato si trovano le prime contestualizzazioni che vedono trattare congiuntamente le tematiche che oggi sembrano quasi scontate e segnatamente la parte sociale e quella meramente economica, con la parte classica ambientale. Senza trionfalismi inopportuni, questa visione olistica, che oggi permea tutti gli studi declinati ai più diversi livelli operativi, è stata da sempre una forte connotazione della nostra rivista. Mi piace ricordare come Papa Francesco ha recentemente sottolineato l’importanza sociale dell’ambiente. In un suo recente scritto in cui spiega ai sindaci di gran parte del mondo il suo pensiero su alcuni importanti punti della sua ultima enciclica: «E questo è quello che ho voluto esprimere nell’enciclica Laudato si’: che non si può separare l’uomo dal resto; c’è una relazione che incide in maniera reciproca, sia dell’ambiente sulla persona, sia della persona nel modo in cui tratta l’ambiente; ed anche l’effetto rimbalzo contro l’uomo quando l’ambiente viene maltrattato. Per questo di fronte ad una domanda che mi hanno fatto ho risposto: “No, non è un’enciclica “verde”, è un’enciclica sociale”. Perché nella società, nella vita sociale dell’uomo, non possiamo prescindere dalla cura dell’ambiente.»

Questo è il primo numero della nuova rivista in versione on line, che per molte parti riproporrà il modello già affermato nel recente passato con una impostazione simile, ma che si allarga verso tematiche ambientali innovative che sono venute alla ribalta della storia. All’inizio timidamente e poi in modo quasi prepotente poiché è l’urgenza delle cose che spinge i decisori pubblici a provare nuove tecnologie a più basso impatto ambientale, o a ridotto consumo energetico e per diretta conseguenza ad intraprendere nuovi e diversi sentieri di sviluppo nella governance territoriale. Al mondo imprenditoriale, alla comunità scientifica, ai tecnici il compito di verificare, con diverse strumentazioni, il reale beneficio ambientale che queste nuove tecnologie disponibili comportano, e di cui la rivista si vuole fare portavoce.

Questa necessaria premessa al primo numero, dopo un periodo di silenzio, ritrova nella tematica trattata perfetta aderenza concettuale e pratica. Si affronta un argomento molto attuale: la resilienza urbana, con articoli di estremo interesse che permettono al lettore di calarsi appieno, e in ordine ai propri bisogni conoscitivi, in una analisi la più possibile completa dell’argomento, affrontata con un approccio olistico che spazia su tutte le problematiche territoriali. Nel prossimo numero riprenderemo questo importante argomento, affiancandolo ad altri che approfondiranno la tematica economica territoriale, nei principali settori produttivi; primario, secondario e terziario e le loro interconnessioni.

Alessandro Segale